Il DL 62/2026 è stato convertito nella Legge 25 giugno 2026, n. 112: ecco cosa cambia per imprese, HR e rider.
Cosa cambia
Il Decreto-Legge 30 aprile 2026, n. 62 (il cosiddetto “Decreto Lavoro” o “Decreto Primo Maggio”) ha completato il proprio iter parlamentare: il Senato lo ha approvato in via definitiva il 24 giugno 2026 ed è stato convertito, con modificazioni, dalla Legge 25 giugno 2026, n. 112, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 27 giugno 2026 (n. 147).
Il provvedimento interviene su tre grandi aree:
- Salario giusto (Capo II). Il datore di lavoro privato non potrà riconoscere un trattamento economico complessivo (TEC) inferiore a quello previsto dai CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative. In caso di mancato rinnovo del contratto collettivo entro 12 mesi dalla scadenza, le retribuzioni saranno adeguate automaticamente all’inflazione (indice IPCA). Dal 1° maggio 2026, inoltre, buste paga, lettere di assunzione e comunicazioni obbligatorie dovranno riportare il codice alfanumerico unico del CCNL applicato, utile a Ispettorato del Lavoro, INPS e CNEL per i controlli.
- Incentivi all’occupazione (Capo I). Confermate le agevolazioni per le assunzioni di giovani e donne, il bonus ZES per il Mezzogiorno e un nuovo esonero contributivo per la stabilizzazione dei rapporti a termine (100% di sgravio, fino a 500 euro mensili per 24 mesi) a favore di lavoratori under 35 mai stati assunti a tempo indeterminato. Novità anche per il distacco di personale, per i tirocini extracurricolari — la cui durata massima è ora fissata in 12 mesi — e per lo staff leasing.
- Contrasto al caporalato digitale (Capo III). In attuazione della direttiva UE 2024/2831, il decreto introduce una presunzione di subordinazione per i rider e i lavoratori delle piattaforme digitali soggetti a controllo algoritmico, salvo prova contraria. Previsti inoltre: accesso alle piattaforme solo tramite identità digitale certa (SPID, CIE, CNS), divieto assoluto di cessione delle credenziali, un solo account per codice fiscale, diritto a una spiegazione intelligibile delle decisioni automatizzate e a un riesame umano, obbligo di formazione specifica entro 30 giorni dall’attivazione dell’account e, dal 1° luglio 2026, obbligo di consegna del Libro Unico del Lavoro (LUL) anche ai lavoratori formalmente autonomi.
A completare il quadro, una proroga tecnica: i versamenti al fondo di tesoreria TFR relativi al primo semestre 2026, se effettuati entro il 16 luglio 2026, sono considerati tempestivi senza sanzioni.

L’Impatto Pratico
Per le imprese e i responsabili HR, la legge di conversione richiede un aggiornamento immediato di diversi processi:
- Verificare che il trattamento economico applicato non sia inferiore alla soglia del CCNL di riferimento, per non perdere l’accesso ai benefici contributivi collegati al “salario giusto”.
- Inserire il nuovo codice CNEL del CCNL in buste paga, contratti e comunicazioni obbligatorie.
- Rivedere le procedure di monitoraggio dei tirocini extracurricolari alla luce del nuovo limite dei 12 mesi.
- Valutare l’accesso agli incentivi per stabilizzazioni, giovani, donne e ZES, verificando i requisiti e le finestre temporali previste.
Per le piattaforme digitali e le aziende che si avvalgono di rider o lavoratori intermediati da app, gli adempimenti sono più stringenti:
- Adeguare i sistemi di autenticazione (SPID, CIE, CNS o MFA) ed eliminare account multipli o condivisi, pena sanzioni fino a 1.500 euro per account irregolare.
- Predisporre l’informativa sui sistemi automatizzati di gestione e organizzare per tempo la formazione obbligatoria dei lavoratori, per evitare sanzioni da 800 a 2.400 euro.
- Prepararsi, entro il 1° luglio 2026, alla tenuta e consegna del LUL, indipendentemente dalla qualificazione formale del rapporto.
- Considerare il rischio di riqualificazione dei rapporti come subordinati, alla luce della nuova presunzione legale.
Cosa fare
Lo Studio Legale VdA consiglia alle aziende clienti di:
- Effettuare un audit retributivo per verificare l’allineamento del trattamento economico complessivo agli standard dei CCNL applicabili.
- Aggiornare la modulistica HR (buste paga, lettere di assunzione, comunicazioni obbligatorie) con il nuovo codice CNEL.
- Mappare i rapporti di lavoro tramite piattaforma digitale, valutando il rischio di riqualificazione e adeguando sistemi di accesso, formazione e informativa algoritmica.
- Verificare la scadenza dei tirocini extracurricolari in corso alla luce del nuovo limite dei 12 mesi.
- Valutare con il proprio consulente gli incentivi disponibili (stabilizzazioni, ZES, giovani, donne) prima delle finestre temporali previste dalla norma.
Il nostro Studio è a disposizione per un check-up di conformità su retribuzioni, contrattualistica e gestione del personale, anche per le aziende che si avvalgono di piattaforme digitali.
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