Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che completa la disciplina italiana dell’IA: dal 23 ottobre 2026 nuove regole su decisioni automatizzate, informativa ai dipendenti e sicurezza sul lavoro.
La novità
L’8 ottobre 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, che adegua l’Italia al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act, Reg. UE 2024/1689). Entra in vigore il 23 ottobre 2026.
Il decreto designa AgID e ACN come autorità nazionali per l’IA, definisce poteri di controllo e sanzioni, e istituisce spazi di sperimentazione normativa. Dedica inoltre un intero capo alla formazione e al lavoro.
Si inserisce in un quadro che si sta completando:
- AI Act (Reg. UE 2024/1689): le regole europee, applicate per fasi.
- Legge 132/2025: la legge italiana sull’IA. L’art. 11 fissa i principi sull’uso dell’IA nel lavoro: trasparenza, dignità, no discriminazioni.
- D.Lgs. 160/2026: completa l’adeguamento sul fronte della responsabilità civile e penale. Introduce anche nuovi reati legati all’uso dell’IA nel catalogo del D.Lgs. 231/2001 (art. 25-vicies).
- D.Lgs. 179/2026: autorità, sanzioni e, per le imprese, gli artt. 41 e 42.
L’impatto pratico per le imprese
Per i datori di lavoro privati le norme da conoscere sono due.
Art. 41 – Decisioni sul rapporto di lavoro
- Assunzione, modifica o cessazione del rapporto, provvedimenti disciplinari e valutazioni delle prestazioni non possono essere decisi solo da un sistema automatico.
- La decisione finale spetta a una persona fisica, con un potere effettivo e autonomo. Una firma di facciata non basta.
- La ricerca e selezione dei candidati può avvalersi dell’IA, anche quando porta a escludere qualcuno dalle fasi successive. Non è considerata decisione finale sull’assunzione.
- Il consenso del lavoratore non è sufficiente a derogare a queste regole.
- Il lavoratore va informato prima dell’avvio dell’uso dei sistemi. Può inoltre chiedere, tramite una persona, una spiegazione comprensibile della decisione, con indicazione del ruolo dell’IA e dei principali parametri.
- Il licenziamento e le decisioni adottate in violazione sono nulli.
Art. 42 – Salute e sicurezza
- Se l’IA incide su organizzazione del lavoro, ritmi, modalità di esecuzione o decisioni rilevanti per la sicurezza, va considerata nella valutazione dei rischi (DVR).
- I lavoratori devono ricevere informazione e formazione sui rischi specifici legati all’uso dell’IA.
Sul fronte sanzionatorio, le violazioni degli obblighi dell’AI Act possono comportare sanzioni fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale (fino a 35 milioni o 7% per le pratiche vietate). Per le PMI si applica il criterio più favorevole previsto dal Regolamento.
Cosa fare
- Mappare gli strumenti di IA già usati in azienda (selezione, gestione turni, valutazione performance, monitoraggio).
- Verificare che nelle decisioni sul personale ci sia un controllo umano reale e documentabile.
- Aggiornare le informative ai dipendenti e predisporre una procedura per le richieste di spiegazione.
- Rivedere il DVR e pianificare la formazione.
- Coordinare il tutto con privacy (GDPR) e Modello 231.
Ogni azienda usa l’IA in modo diverso: capire quali strumenti rientrano nelle nuove regole e come adeguarsi richiede un’analisi specifica. Lo Studio è a disposizione per una verifica mirata della vostra situazione.




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